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Milano, 14 dicembre 2007 – E’ stata presentata oggi a Palazzo Marino la seconda edizione di “Green Book – Aspetti Economici della gestione dei rifiuti urbani in Italia” promosso da Federambiente e realizzato, come il precedente, da Utilitatis pro acqua energia ambiente, istituto di ricerca specializzato nei temi dei servizi di pubblica utilità. La ricerca offre un quadro organico aggiornato della dimensione del comparto, delle sue principali caratteristiche tecniche ed economiche e della sua recente evoluzione, accanto a approfondimenti sugli operatori del settore italiani ed europei ed all’analisi finanziaria delle imprese nazionali quotate in Borsa. Al convegno sono intervenuti tra gli altri, Maurizio Cadeo, Assessore Arredo Urbano Comune di Milano e Vice Presidente di Federambiente, Sergio Galimberti, Presidente AMSA SpA e Daniele Fortini, Presidente Federambiente.

“L’amministratore pubblico ha il compito di offrire un servizio di qualità a un giusto costo per i cittadini – ha detto Cadeo. In materia di rifiuti, questo è attuabile solamente attraverso la creazione di un nuovo termovalorizzatore, nuovi impianti, soprattutto in provincia, e programmi sempre più innovativi. I 7 miliardi di ammontare complessivo della gestione dei rifiuti si sono mantenuti costanti negli ultimi anni. Il passaggio da tassa a tariffa sta gradualmente introducendo un correttivo ad un mercato fino ad oggi  distorto, ma soprattutto, nel giro di qualche anno fornirà un nuovo input economico che dovrà essere principalmente investito nel potenziamento del servizio”.

“La gestione dei rifiuti è priorità di Amsa e del Comune:  - ha sottolineato Galimberti - Amsa e Milano rappresentano un ottimo compromesso fra gestione di un servizio pubblico e capacità manageriale e la nuova società nata dalla nostra fusione con Aem ed Asm garantirà un comparto impiantistico complessivo di grande profilo con un notevole aumento della capacità gestionale delle emergenze”.

 

LO STUDIO

Qual è il “peso” economico dei rifiuti urbani in Italia? 6,4 miliardi di euro all’anno, in crescita rispetto ai 4,2 miliardi del 1998. È questo uno dei dati più significativi del Green Book. Lo studio fornisce un quadro sintetico ma esauriente dell’economia dei rifiuti, evidenziando con la forza dei numeri le caratteristiche di un comparto industriale dalla sempre più forte caratterizzazione imprenditoriale, all’interno del quale le imprese pubbliche associate a Federambiente giocano un ruolo da leader: La quota dei rifiuti raccolti dalle imprese pubbliche cresce dal 61,7% del 2001 al 70,7% del 2005. Le imprese pubbliche gestiscono il servizio nel 46% dei comuni (59% della popolazione), mentre il 34% dei comuni (30% della popolazione) è affidato a operatori privati e il restante 20% (11% della popolazione) è gestito direttamente dagli enti locali (nel 1996 era il 45%). Le imprese pubbliche si caratterizzano per equilibrio nei conti, trasparenza di gestione, efficienza e qualità del servizio. La crescita della loro quota di mercato appare quindi frutto della loro affidabilità e correttezza in un settore purtroppo inquinato da infiltrazioni della criminalità organizzata, traffici illeciti, smaltimenti abusivi.

I temi esplorati spaziano dalla tradizionale analisi della dinamica dei volumi prodotti all’esame dell’evoluzione della spesa e del ricavo per il servizio d’igiene urbana; dalla verifica campionaria dei prezzi praticati all’utenza laddove è avvenuto il passaggio da tassa a tariffa all’approfondimento sulle modalità di gestione del servizio; dallo sviluppo dei profili industriali d’un campione d’operatori del settore, esteso anche ai principali player stranieri, all’analisi dei corsi azionari dei gestori quotati, fino alla validazione dei dati presentati, avvenuta anche attraverso l’impiego di strumenti statistici, come la Backward Regression, volti a far emergere le variabili in grado di spiegare l’evolversi dei fenomeni osservati nell’economia dei rifiuti.
Le grandezze dei Certificati di conto consuntivo dei Comuni relative a costi (che si attestano a 7 miliardi di euro nel 2005) e ricavi (circa 6,4 miliardi di euro) segnano entrambe una crescita, dovuta per le prime all’innalzamento della spesa corrente a fronte d’una riduzione di quella in conto capitale; le seconde sono conseguenza diretta dei recuperi d’efficienza che hanno creato un favorevole innalzamento della copertura dei costi, passando da un valore inferiore all’82,7% nel 1998 al 91,5% nel 2005. Il dato presenta marcate differenze territoriali, nonostante si rilevi una tendenza alla convergenza, attestandosi su valori superiori al 96% nel Nord e inferiori all’85% al Sud e nelle isole.

A MILANO

Milano ha una popolazione di 1.300.000 abitanti con una produzione media di rifiuti urbani superiore a 550 kg/anno, da gestire su un territorio che ha un’urbanizzazione del 78%. Indipendentemente dalle strategie adottate, ovunque in Europa, la produzione dei rifiuti è cresciuta ed anche AMSA ha dovuto affrontare questo incremento attraverso un adeguamento impiantistico, che ha visto nella realizzazione ed entrata in funzione del termovalorizzatore Silla 2  il punto di maggior rilievo, sempre con la massima attenzione per l’impatto ambientale.
In questo periodo sono inoltre in fase di conclusione i lavori per la realizzazione dell’impianto DENOX: grazie a questo innovativo sistema il valore delle emissioni dell’impianto, già abbondantemente al di sotto dei limiti autorizzativi, consentirà all’impianto di essere all’avanguardia nel mondo dal punto di vista dei valori delle emissioni.

 

 

DATI RACCOLTA DIFFERENZIATA A MILANO
2000     
28,1%
2001 28,8%
2002 28,3%
2003 31,1%
2004 32,3%
2005 33,2%
2006 39.8% (*)
2007 41,7% (*)

 

(*) aggiornato al 31/10 ed equivalente a oltre tonn. 255.000 di raccolta differenziata.

 

  • Raccolta su Carta e Cartone – 67,8 chilogrammi per abitante. (Milano, secondo gli ultimi dati del rapporto Comieco, è risultata la prima città in Italia per quantitativo di carta e cartone raccolto e riciclato e la seconda in Europa, dopo Vienna)
  • Multimateriale leggero sempre in crescita - oltre 26.000 tonn (Imballaggi in plastica, alluminio e ferro)
  • Legno – circa 6.000 tonn.
  • Vetro - 62.000 tonn.
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